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La storia, la memoria, il futuro: qui la vigna è - Blenio Turismo

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le strade del vino
Die Weinstrassen
Regione affascinante e ospitale, la valle di Blenio
conta paesaggi suggestivi, testimonianze storiche,
piccoli gioielli artistici: si propone perciò come
una meta turistica pregevole per quel visitatore,
aperto alle scoperte e alle sorprese, che ama
conoscere i luoghi avvicinandosi agli aspetti più
diversi. Dai villaggi custodi di antiche tradizioni
ai paradisi montani del Lucomagno e della Greina,
dalle chiese romaniche tra i prati ai grotti nascosti
ai margini del bosco, dai sentieri storici alle processioni
con le milizie napoleoniche: un mondo da scoprire.
La viticoltura è un capitolo importante di questo
mondo e caratterizza il paesaggio della bassa valle.
Visitiamo con i lettori uno dei maggiori comuni
viticoli del Cantone, Malvaglia.
di Carla Rezzonico
carla@rezzonico.ch
La storia, la memoria, il futuro:
qui la vigna è ancora importante
Tra i viticoltori
di Malvaglia
Berri
ni). Situati sul versante sinistro
IL VILLAGGIO
Malvaglia, tra i comuni più estesi (Madra e Dandrio) e destro (Andel Ticino, è situato all’imbocco zano, Chiavasco e Dagro) della val
della valle di Blenio sulla via di Malvaglia ad una quota variante
transito principale e proprio per tra i 1000 e i 1400 metri, questi nuquesto, nonostante sia passato dai clei ospitavano, fino agli inizi del
2000 abitanti della fine dell’Otto- Novecento, parecchie famiglie,
cento (era il luogo più popolato tanto da avere ben due scuole in
della valle) ai 1300 di oggi, ha sof- funzione, chiuse solamente negli
ferto meno di altre località dello anni ’20-30. Si parla, ad esempio,
spopolamento. La relativa vici- di una cinquantina di famiglie
nanza a Bellinzona e ai centri ur- (250 persone circa) che vivevano
bani ha reso possibile il pendola- a Dagro ancora verso il 1940. Una
rismo e favorito la sua trasforma- vita nomade tra la pianura (poco
zione in comune residenziale. ospitale, in quanto periodicaComposto da ben 22 frazioni, in mente allagata), le frazioni alte, i
parte adagiate sulla pianura, a cir- monti e gli alpi. Ora le ville sono
ca 340 metri di quota, sulla spon- raggiungibili più facilmente grada sinistra del fiume Brenno, in zie alla strada e alla filovia (momentaneamente
parte aggrappate
non in attività).
al pendio dove
prosperano la viLA VITICOLTURA
te e il castagno,
Un tempo alla
La coltivazione
Malvaglia costituisce da poco, tradizionale economia della vite faceva
parte di quello
con Semione e
agricola faceva da
sfruttamento delLudiano, che si
complemento
le risorse agricotrovano sul versante opposto l’emigrazione stagionale le a uso familiare
tipico di ogni redella valle, il nuovo comune politico di Serravalle. gione prealpina. Nella bassa valle
In passato l’economia si basava di Blenio era molto diffusa la colsulle attività agricole e di alleva- tivazione a pergola e nelle vecmento, a cui faceva da comple- chie cartoline si notano i vigneti
mento l’emigrazione stagionale, sorretti da “carasc” in sasso. Quesoprattutto maschile, verso la Sviz- sto tipo di coltivazione permettezera interna, l’Italia e la Francia. va un uso molteplice del terreno:
Quella del marronaio era la pro- vigna, sfalcio dell’erba, pascolo, a
fessione tradizionale, ma vi furo- volte persino coltivazione di patano anche gelatai, ristoratori, com- te. Testimoni della capillare diffusione della viticoltura sono i
mercianti.
torchi (nelle vicinanze se ne trovano a Semione, Ludiano, DonIN VAL MALVAGLIA
Nella storia del villaggio grande gio; curiosamente non a Malvaimportanza ha lo sfruttamento glia) e i grotti, cantine di conserdelle risorse nelle cinque “ville”, vazione dei vini.
nuclei discosti (non si tratta di Secondo i dati ufficiali Malvaglia
monti ma di vere e proprie frazio- ha una superficie vitata di circa
“
18 TicinoVinoWein
230 000 mq con una produzione
annua di quasi 1400 quintali
(2011). Sono qualcosa come
90 000 ceppi, perlopiù di Merlot,
anche se sono presenti pure altri
vitigni, a bacca bianca (Viognier,
Chardonnay, Arneis) o rossa, Cabernet Sauvignon, Gamaret, e
perfino Bondola (un tempo usato
per la vinificazione del nostrano
per il consumo familiare). Si racconta che ci fossero anche altre varietà, portate in paese dagli emigranti, ora scomparse. Oggi le pergole sono ancora presenti (circa
1/3 dei ceppi), ma la coltivazione
a filari ha preso il sopravvento.
Gli studi sul terroir hanno rivelato a Malvaglia un profilo di difficile interpretazione, poiché situato
su una transizione geologica.
Il microclima particolare si vede
anche dal germogliamento, che
spesso inizia una decina di giorni dopo gli altri luoghi viticoli
del Cantone. Grazie all’esposizione l’uva raggiunge una maturazione ottimale e le gradazioni
misurate sono alte. Per fortuna,
ci racconta un viticoltore, qui
non grandina mai: sarebbe un
problema piazzare le reti di protezione specialmente sui ripidi
pendii.
HOBBISTI E AZIENDE
La maggior parte dei viticoltori
del villaggio (la Federviti Biasca e
Valli conta circa 200 iscritti di cui
una cinquantina di Malvaglia) sono hobbisti che affiancano l’attività nel vigneto ad altre professioni sia in campo agricolo che in altri settori. Spesso il raccolto serve
esclusivamente per la vinificazione familiare e solo piccoli quantitativi eccedenti vengono consegnati alle cantine (una collaborazione di lunga data lega i viticoltori locali alla Cantina Sociale di
Mendrisio) o a grosse aziende vinicole. Si tratta da una parte di
continuare una tradizione radicata, dall’altra di contribuire a mantenere quel paesaggio vignato che
tutti apprezzano.
Vi sono però alcuni viticoltori professionisti che pur non vinificando si occupano di vigneti estesi o
di più appezzamenti vignati. Tra
questi Mauro Giudici della Ganna
e Stefano Bollani. Giudici della
Ganna, in viticoltura dal 1989, fornisce le sue uve all’azienda Gialdi
per il Merlot “Malvaglia”, offerto
quest’anno in omaggio a tutti i
nuovi abbonati della nostra rivista,
e collabora con alcune aziende di
spicco (Mondò di Giorgio Rossi a
Sementina per il bianco Crudèll,
Marcionetti, fratelli Meroni). Bollani, attivo da una quindicina
d’anni, coltiva soprattutto in collina; proprio in uno dei suoi vigneti uno studio condotto lo scorso
anno ha rilevato la maggiore biodiversità del Ticino: periodici controlli effettuati durante la stagione
vegetativa hanno evidenziato la
presenza di numerosissime specie
vegetali e animali (erbe, fiori,
piante, insetti, anche rari).
Altri vigneti di Malvaglia sono
coltivati dai titolari di piccole
aziende che hanno sede a Biasca, come Corrado Rodoni e
TicinoVinoWein 19
t
t
CER/Ti-Press/S.Golay
TRA PIANURA E RIPIDI PENDII
Vocazione agricola ma anche
residenziale per il vasto
territorio di Malvaglia, che
con Semione e Ludiano
costituisce il nuovo comune
politico di Serravalle
le strade del vino
Die Weinstrassen
LA MEMORIA
NELLE “VILLE”
Testimonianze
delle attività
agricole
sopravvivono
nei nuclei
montani della
Val Malvaglia.
Nella foto, un
vecchio mulino
a Dandrio
ET Blenio
CER/Ti-Press/F.Agosta
SGUARDO SUL
VIANDANTE
Sulla facciata
della chiesa
parrocchiale
la gigantesca
immagine di
S. Cristoforo.
Il campanile
risale al
XII. secolo
I VIGNETI
TRA LE GANNE
Una particolarità
della bassa
Valle di Blenio
da non perdere
per la bellezza
e la forza
dell’insieme
t
t
CER/crb
GIALDI PER
TICINOVINO
Il vino che
quest’anno
viene offerto ai
nuovi abbonati
proviene proprio
dai vigneti
di Malvaglia ed
è vinificato
dall’azienda
Gialdi
Gabriele Caprara o i fratelli Marco e Vincenzo Meroni. Dal 1979
esiste anche la piccola produzione biologica di Kurt Wasmer.
SGUARDO AL FUTURO
La preoccupazione dei viticoltori
è che il trend edilizio continui a
sottrarre terreno alla coltivazione:
in pratica, si dice, ogni residenza
costruita in piano o sulla parte
bassa della collina ha preso il posto di un vigneto. Certo, restano i
pendii più erti: ma si sa quanto dispendio di energie, di tempo e di
denaro comporti la viticoltura collinare, non per niente definita
“eroica”. L’uva che matura in collina gode di un eccellente soleggiamento, di un terreno più con-
sono, ma è pur sempre pagata lo
stesso prezzo di quella del piano,
dove una maggiore meccanizzazione diminuisce i costi di produzione. Ci si chiede, di fronte al ricambio generazionale che si fa difficile, se non si corre il rischio di
vedere abbandonati i vigneti collinari. E, come se non bastasse, qui
come altrove bisogna affrontare
un nuovo nemico, gli ungulati.
IL SENTIERO DELLE VIGNE
Nel 2006, in occasione del centenario della presenza del Merlot in
Ticino, anche a Malvaglia si è pensato alla creazione di un “sentiero
delle vigne” che valorizzasse il
paesaggio mettendo in risalto le
componenti naturalistiche e le te-
stimonianze etnografiche. Axel
Benzonelli, curatore della monografia sul villaggio apparsa nel
2004, ha progettato un interessante itinerario che, sfruttando la
rete di sentieri già presente sul territorio, porterebbe l’escursionista
ad avvicinare le varie tipologie di
coltivazione della vite (pergola, filare, vigneti terrazzati, vigneti tra
le ganne), i torchi, i grotti, in una
sorta di “museo nel territorio”.
Sebbene il progetto non sia stato
ancora concretizzato, suggeriamo
senz’altro di visitare la zona vignata, partendo dalla frazione Chiesa
(magnifica l’antica chiesa di San
Martino con il campanile risalente al XII. secolo), camminando
verso Ronge e spingendosi fino a
Motto di Dongio, dove in zona
Marogno si trova un bel nucleo di
grotti. Il percorso di ritorno, sul
versante opposto, tocca Ludiano
(torchio settecentesco, grotti), le
rovine del castello di Serravalle e i
magnifici vigneti tra le pietraie.
BIBLIOGRAFIA
• Benzonelli Axel (a cura di), Malvaglia : storia, cultura ed etnografia di un territorio alpino, Malvaglia 2004
• Solari Luca, Blenio : una valle a
confronto, Bellinzona 1998
Si ringraziano Axel Benzonelli,
Stefano Bollani, Mirto Ferretti e
Mauro Giudici della Ganna per la
collaborazione.
TicinoVinoWein 21
die weinstrassen Le strade del vino
CER/Ti-Press/F.Agosta
Das Bleniotal, eine faszinierende und gastfreundliche
Region, kann eindrucksvolle Landschaften, Zeugen der
Geschichte, kleine Schmuckstücke der Kunst vorweisen.
Es empfiehlt sich deshalb als wertvolles touristisches Ziel
für Besucher, die Entdeckungen und Überraschungen
gegenüber offen sind, die gerne Orte kennenlernen und sich
ihnen unter den verschiedensten Aspekten nähern.
Von den Dörfern als Hüter alter Traditionen bis zu den
Bergparadiesen des Lukmaniers und der Greina, den von
Wiesen umgebenen romanischen Kirchen bis zu den am
Waldrand versteckten Grotti, den historischen Wegen bis
zu den Prozessionen mit den napoleonischen Milizen: Eine
Welt, die es zu entdecken gilt. Der Weinbau ist ein wichtiges
Kapitel dieser Welt und charakterisiert die Landschaft im
unteren Teil des Tales. Wir besuchen mit den Lesern eine
der grössten Weingemeinden des Kantons, Malvaglia.
Die Geschichte, die Erinnerung,
die Zukunft: Hier sind die Reben
noch wichtig
Weinbauer
in Malvaglia
Berri
DAS DORF
Malvaglia, eine der ausgedehntesten
Gemeinden im Tessin, liegt am Eingang des Bleniotales, an der Hauptverkehrsstrasse. Gerade deshalb hatte
es von 1300 bis heute weniger als andere Orte unter der Entvölkerung zu
leiden, obwohl die Einwohnerzahl
der einst am meisten besiedelten Ortschaft des Tales von 2000 Einwohnern Ende des 19. Jahrhunderts auf
heute 1300 gesunken ist. Die relative
Nähe von Bellinzona und städtischer Zentren hat den Pendlerverkehr
ermöglicht und die Verwandlung in
eine Wohngemeinde begünstigt. Das
Dorf ist zusammengesetzt aus nicht
weniger als 22 Fraktionen, zum Teil
in der Ebene, auf etwa 340 Meter
Höhe, am linken Ufer des Flusses
Brenno, zum Teil am Berghang, an
dem Reben und Kastanien gedeihen.
Malvaglia bildet seit kurzem mit Semione und Ludiano, die auf der an-
22 TicinoVinoWein
dern Talseite liegen, die neue politische Gemeinde Serravalle.
Die Wirtschaft stützte sich in der Vergangenheit auf bäuerliche Tätigkeiten und Viehzucht. Als Ergänzung
kam die saisonale Emigration, vor
allem von Männern, in die Innerschweiz, nach Italien und Frankreich hinzu. Der traditionelle Beruf
war der Maronibrater, doch es gab
auch Eisverkäufer, Wirte und Geschäftsleute.
IM VAL MALVAGLIA
In der Geschichte des Dorfes ist die
Nutzung der Ressourcen in den fünf
´Ville´- wie man die abgelegenen Siedlungen nannte – sehr wichtig. (Es
handelt sich nicht um Monti, sondern eigentliche Ortsteile). Sie liegen
auf der linken Talseite, (Madra und
Dandrio) oder rechts (Anzano, Chiavasco und Dagro) des Val Malvaglia, auf einer Höhe zwischen 1000
und 1400 Meter. In diesen Siedlungen waren bis Anfang des 20. Jahrhunderts recht viele Familien unter-
gebracht. Es waren sogar zwei Schulen in Betrieb, die erst in den Zwanziger- oder Dreissigerjahren geschlossen wurden. Man spricht zum Beispiel von etwa fünfzig Familien rund 250 Personen - die noch gegen
1940 in Dagro lebten. Es war ein Nomadendasein zwischen der wenig
gastlichen, häufig überschwemmten
Ebene und den höher gelegenen Ortsteilen, Maiensässen und Alpen. Jetzt
sind die Ville leichter erreichbar dank
der Strasse und der Seilbahn - gegenwärtig nicht in Betrieb.
DER WEINBAU
Der Weinbau gehörte zu jener Nutzung der bäuerlichen Ressourcen für
die Familie, wie sie in den Voralpen
gebräuchlich ist. Im unteren Bleniotal war die Pflanzung als Pergola
stark verbreitet. Auf alten Postkarten sieht man die von steinernen
‚carasc’ getragenen Reben. Diese Art
des Anbaus ermöglichte eine vielfältige Nutzung des Bodens: Weinbau,
Grasmähen, Weide, manchmal so-
gar Kartoffelpflanzung. Zeugen des
stark verbreiteten Weinbaus sind die
Kelter. In der Nähe findet man sie
in Semione, Ludiano, Dongio - seltsamerweise nicht in Malvaglia und die Grotti, Keller zur Aufbewahrung des Weins.
Nach offiziellen Daten hat Malvaglia eine Rebenfläche von etwa
230 000 qm mit einer Jahresproduktion von beinahe 1400 Doppelzentner (2011). Das sind rund 90 000
Rebstöcke, zum grössten Teil Merlot.
Es sind aber auch andere Rebsorten
vorhanden. Weisse Beeren: Viognier,
Chardonnay, Arneis. Rote Beeren:
Cabernet Sauvignon, Gamaret, sogar Bondola, der früher für die
Weinbereitung des Nostrano für den
Familiengebrauch verwendet wurde.
Man erzählt, dass es auch andere,
jetzt verschwundene Varietäten gab,
die von den Emigranten heimgebracht wurden. Die Pergola macht
noch immer etwa einen Drittel des
Weinbaus aus, doch die Pflanzung
in Reihen hat jetzt den Vorrang.
ZWISCHEN DER EBENE
UND DEN STEILEN HÄNGEN
Berufung für die Landwirtschaft,
aber auch als Wohngebiet prägen
das ausgedehnte Territorium von
Malvaglia, das mit Semione und
Ludiano die neue politiche
Gemeinde Serravalle bildet
“
In früheren Zeiten
war die traditionelle
Landwirtschaft eine
Ergänzug der
saisonalen Emigration
Die Studien über das Terroir haben
in Malvaglia ein schwierig zu deutendes Profil ergeben, denn es befindet sich auf einem geologischen
Übergang.
Das aussergewöhnliche Mikroklima
erkennt man auch am Knospentreiben. Es setzt oft etwa zehn Tage später ein als in andern Weingebieten
des Kantons. Dank der Sonnenbestrahlung erreichen die Trauben eine
optimale Reife und der gemessene Alkoholgehalt ist hoch. Ein Weinbauer
erzählt uns: “Zum Glück hagelt es
hier nie. Es wäre ein Problem,
Schutznetze anzubringen, vor allen
an den steilen Hängen.”
HOBBY-WINZER UND BETRIEBE
Der grösste Teil der Weinbauer des
Dorfes sind Hobby-Winzer, die ihre
Tätigkeit im Rebberg mit andern Berufen in der Landwirtschaft oder andern Sektoren vereinen. Die Federviti
Biasca e Valli zählt etwa 200 Mitglieder, davon gut fünfzig in Malvaglia. Die Ernte wird oft ausschliess-
lich für den Wein der Familie verwendet. Übrig gebliebene kleine
Mengen werden den Kellereien geliefert. Mit der Cantina Sociale in
Mendrisio hat sich eine langjährige
Zusammenarbeit ergeben wie auch
mit anderen grossen Weinfirmen.
Es geht einerseits darum, eine tief
verwurzelte Tradition weiterzuführen, anderseits einen Beitrag zu leisten an die Erhaltung der mit Reben
bepflanzten Landschaft, die von allen geschätzt wird.
Es gibt jedoch einige Berufswinzer,
die zwar keinen eigenen Wein bereiten, sich aber mit grösseren oder
mehreren Rebbergen beschäftigen.
Dazu gehören Mauro Giudici della
Ganna und Stefano Bollani. Giudici della Ganna, Winzer seit
1989, liefert seine Trauben der
Weinfirma Gialdi, um den Merlot
‚Malvaglia’ herzustellen, den dieses
Jahr alle neuen Abonnenten unserer
Zeitschrift als Geschenk erhalten.
Er arbeitet auch mit einigen Spitzenfirmen zusammen wie Mondò
von Giorgio Rossi in Sementina für
den Weisswein Crudèll, Marcionetti, Fratelli Meroni.
Bollani, aktiv seit etwa fünfzehn
Jahren, pflanzt vor allem Trauben
im Hügelgebiet. In einem seiner Rebberge hat eine letztes Jahr durchgeführte Studie die grösste Biodiversität
im Tessin festgestellt. Periodische
Kontrollen während der vegetativen
Jahreszeit haben die Präsenz äusserst
zahlreicher Pflanzen- und Tierarten
festgestellt: Kräuter, Blumen, Pflanzen, Insekten, auch sehr seltene.
Andere Weinberge in Malvaglia werden von den Inhabern kleiner Betriebe bepflanzt, die ihren Sitz in Biasca
haben, zum Beispiel Corrado Rodoni
und Gabriele Caprara oder die Fratelli Marco e Vincenzo Meroni. Seit
1979 existiert auch die kleine biologische Produktion von Kurt Wasmer.
BLICK AUF DIE ZUKUNFT
Die Winzer sind besorgt: Der Trend
zum Bauen entzieht ihnen Boden für
die Anpflanzung. Man sagt, jeder in
TicinoVinoWein 23
t
t
von Carla Rezzonico
carla@rezzonico.ch
Le strade del vino
REBBERGE
ZWISCHEN
DEN STEINEN
Eine Eigenheit des
unteren Bleniotals,
die erhalten
bleiben sollte
wegen der
Schönheit und Kraft
der Landschaft
der Ebene oder im unteren Teil des
Hügelgebiets erbaute Wohnsitz habe den Platz eines Rebbergs besetzt.
Gewiss, es bleiben die steilsten Hänge, doch man weiss wie viel Energie, Zeit und Geld es braucht für
den Weinbau im Hügelgebiet. Er
wird nicht umsonst als heroisch bezeichnet. Die in den Hügeln reifenden Trauben geniessen zwar eine
hervorragende Sonnenbestrahlung
und einen geeigneten Boden, doch
es wird der gleiche Preis bezahlt wie
für die Trauben in der Ebene, wo
die Mechanisierung die Produktionskosten senkt. Man fragt sich,
ob wegen dem schwierig werdenden
Generationswechsel nicht das Risiko bestehe, dass die Rebberge in den
Hügeln aufgegeben werden. Wie
wenn das nicht genügen würde,
muss man hier wie anderswo einem
neuen Feind entgegentreten, den
Huftieren.
BIBLIOGRAFIE
• Benzonelli Axel (a cura di), Malvaglia: storia, cultura ed etnografia di un territorio alpino, Malvaglia 2004
• Solari Luca, Blenio: una valle a
confronto, Bellinzona 1998
BLICK AUF DEN
REISENDEN
Gigantiches Bild
des Heiligen
Christophorus an
der Pfarrkirche
ET Blenio
DER WEG DER WEINBERGE
2006 wurde zum hundertsten Jahrestag des Merlots im Tessin auch
in Malvaglia daran gedacht, einen
Weg der Weinberge anzulegen, der
die Landschaft aufwerten sollte, indem er die naturalistischen Komponenten und die ethnographischen
Zeugen plastisch hervorhebt. Axel
Benzonelli, Herausgeber der 2004
erschienenen Monografie über das
Dorf, hat eine interessante Route
entworfen, die das in diesem Gebiet
vorhandene Wegenetz nutzt und
den Wanderer anregen würde, sich
den verschiedenen Typologien des
Weinbaus (Pergola, Reihen, terrassierte Rebberge), Torkel, Grotti, in
einer Art Landschaftsmuseum zu
nähern.” Auch wenn das Projekt
noch nicht verwirklicht wurde,
empfehlen wir ohne weiteres einen
Besuch des Weinberggebiets, ausgehend von der Fraktion Chiesa mit
der prächtigen antiken Kirche San
Martino und ihrem Kirchturm aus
dem 12. Jahrhundert, in Richtung
Ronge wandernd und weiter bis
nach Motto di Dongio, wo sich im
Ortsteil Marogno eine schöne
Gruppe von Grotti befindet. Der
Rückweg auf der entgegengesetzten
Talseite berührt Ludiano (Torkel
aus dem 18. Jahrhundert, Grotti),
die Ruinen der Burg von Serravalle und die fabelhaften Weinberge
zwischen den Steinhaufen.
CER/crb
ERINNERUNG AN
DIE VERGANGENHEI
Auf den Monti
findet man noch
einige “rascane”
(neu errichtet), die
zum Trocknen des
Roggens dienten
Wir danken Axel Benzonelli, Stefano Bollani, Mirto Ferretti und
Mauro Giudici della Ganna für
die Zusammenarbeit.
CER/crb
t
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die weinstrassen
TicinoVinoWein 25
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